
Un romanzo su un uomo qualunque, con una esistenza insipida e a cui non accade mai nulla, questo è Stoner di John Williams. Un matrimonio infelice, un rapporto da estraneo con i genitori, un solo amico e una figlia con cui non riesce a creare un rapporto affettivo, eppure nonostante queste premesse poco entusiasmanti, Stoner è un romanzo sorprendente da leggere.
Ambientato nel mondo accademico, nei primi anni del ‘900, il romanzo ruota intorno alla figura di un uomo che non reagisce mai, che subisce gli eventi senza cercare di opporvisi e combattere, neppure quando è in gioco la sua felicità o la sua carriera.
In questo deserto del nulla, in questa esistenza vissuta senza mai opporre rifiuto o contrastare di qualcuno, non si rimane in asettica attesa di qualcosa, ma si vive accanto al protagonista così intensamente da voler qualche volta, prenderlo e scrollarlo dalla sua apatia.
Un romanzo in cui la bravura dell’autore, il suo stile, le sue descrizioni, creano un mondo in cui non è difficile da immaginare, in cui si prevede ogni cosa come andrà a finire, in cui si percepiscono i vincenti e che non ci sarà mai nessuna giustizia compensativa . Eppure nonostante tutto, è un romanzo che tocca dei nervi scoperti, che stuzzica il lettore, che lo pungola a leggere ancora una pagina, affascinato da Stoner e dalla sua esistenza, che passa lieve come un soffio, illuminandosi nel mondo dei libri.

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